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CURIOSA-MUSA

Il blog di Polimnia!

Cultura: dal lat. cultura, der. di colĕre ‘coltivare’, part. pass. cultus. La cultura, quindi, è amore per definizione, perché coltivare qualcosa vuol dire dedicarle amore. Eppure, non può che essere un amore senza speranza, quello dell’uomo per il sapere, quello di un utente finito di un sistema infinito (per parafrasare due noti linguisti). E nulla è più umano di un amore senza speranza. La cultura è tradizione e, quindi, amore per i nostri antenati e per i nostri discendenti. Ecco perché è ciò che ci rende davvero umani e che ci permette di non abbandonarci agli istinti più bassi e crudeli che ci renderebbero dei tiranni. Ne Le mille e una notte sono i racconti di Sherazade a trasformare il re tirannico in un uomo innamorato e un buon sovrano. In questo periodo storico è assolutamente necessario che chi si occupa di cultura la diffonda il più possibile, perché il prossimo non si trasformi in un crudele Creonte alfieriano, che trae il suo potere dal silenzio dei sudditi:

Creonte: […] Avvezzo/a delitti veder ben altri in Tebe/è il cittadin; che può far altro ormai,/che obbedirmi, e tacersi? [...]  nel silenzio di una gente intera,/timor si acchiude, e servitù.

(Vittorio Alfieri, Antigone, in Tragedie, Garzanti, 2003)

 

"La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri"

Gustav Mahler

 
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