• Polimnia

Piacere, Beatrice!


Ciao a tutti! Mi presento: sono Beatrice e mi piace cantare. Un po’ banale forse? Eppure non riuscirei a trovare parole migliori per descrivermi. Sono una persona molto sfaccettata, quindi non è facile raccontarsi in maniera lineare, eppure la musica è quello che mi permette di farlo al meglio essendo sempre stata presente nella mia vita in varie forme.

Iniziamo! Una delle cose che più ho impresso di quando ero piccola è un viaggio in macchina verso il mare, in compagnia di un cd di Claudio Baglioni con la copertina in bianco e nero: sapevo ogni parola e avevo sì e no cinque anni. Non solo lui accompagnava i viaggi in famiglia: dalle note cantate a squarciagola di Antonello Venditti, al rock-blues di Eric Clapton, fino alla batteria di Phil Collins e molti altri. Mi ricordo che quando arrivammo a destinazione non c’era il sole, ma la voglia di tornare al mare dopo tanto tempo era incontenibile, così andammo in spiaggia ugualmente. Non c’era nessuno, e io avevo ancora tutte le canzoni nella mente: iniziai a canticchiarle in riva al mare, coperta e protetta dal suono delle onde. Certo, mi è sempre piaciuto stare in mezzo alle persone, ma non ho mai disdegnato i momenti di solitudine, e quello era esattamente così.

Il giorno in cui decisi di cantare davanti a qualcuno che non mi conosceva, fu allo spettacolo dell’estate ragazzi che frequentavo, avevo sette anni, ma me lo ricordo come se fosse passato un solo giorno. Bisognava scegliere un laboratorio per poter partecipare alla “recita” e tutte le mie amiche avevano scelto danza. Presa da un impeto di ribellione nei loro confronti, decisi che avrei scelto canto, d’altronde non mi è mai piaciuto ballare e, di certo, non lo avrei fatto davanti a tante persone considerato che potevo scegliere. Quella sera cantai “E poi” di Giorgia e fu proprio, come dire… liberatorio. La commozione generale e la mia grande sorpresa mi spinsero verso una decisione: avrei studiato canto.

Con il tempo, iniziai a scoprire generi diversi e, grazie ad una circolare arrivata a scuola, decisi di partecipare all’audizione per il Coro di Voci Bianche del Teatro Regio. Mi presentai con la canzone “Hopelessly devoted to you” dal musical Grease. Un po’ azzardata come scelta musicale, ma ero davvero affezionata a quella canzone; evidentemente mi portò fortuna perché da quel momento mi si aprì un mondo davanti. Rimasi sei anni immersa in quell’atmosfera scenografica, del tutto fittizia e al contempo estremamente vera, fatta di costumi, note, spartiti. Da quel momento, ho sempre esplorato generi musicali vari, - classico, moderno, a cappella - studiandoli, cercando di capirli, con calma e attenzione, provando a riservarmi del tempo per continuare a nutrire questa passione nella frenesia del quotidiano.

Quello che la musica mi ha insegnato, per come ho avuto la fortuna di viverla, è l’importanza di dedicarsi a trovare un pezzetto di se stessi nelle armonie, nelle parole, nel suono degli strumenti, e creare una propria storia.

Ah, comunque no, non ho mai smesso di cantare in solitaria, in riva al mare quando c’è brutto tempo, e quanto è bello... Se ci fate caso, mi sentite!


Qualche consiglio: Claudio Baglioni - Io sono qui https://youtu.be/3kjmaEDVTy4 ; Antonello Venditti - Ogni volta https://youtu.be/ZeAzghbeaVg ; Phil Collins - In The Air Tonight https://youtu.be/YkADj0TPrJA ; Eric Clapton - My Father's eyes https://youtu.be/VfzYn344gVw ; Grease - Hopelessly Devoted To You https://youtu.be/r-3NvDp28U4


di Beatrice Rulli

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